Pemio Nazionale di Poesia e Narrativa dedicato alla Bicicletta e al suo mondo

Con Giancarlo Brocci, ideatore dell'Eroica, per aggiungere nuove pagine al romanzo popolare della bicicletta

Un 'perdente di successo': così si autodefinisce Giancarlo Brocci sul suo sito. Un successo enorme, se soltanto consideriamo che si tratta dell'ideatore della celeberrima ciclostorica L'Eroica, nata, come lui a Gaiole in Chianti (SI), nel cuore della Valle del Chianti, uno dei vini più noti e apprezzati al mondo.
Proviene da una famiglia che viveva in una 'casa da poveri', come ci racconta, ha precocemente approcciato - a poco più di quattro anni - la scrittura e la lettura e nella vita ha davvero fatto di tutto. All'impegno politico affianca gli studi universitari, interrotti per una diagnosi di TBC cronica e successive debilitanti cure che, comunque, alla fine, lo liberano del tutto della malattia, laureandosi poi in medicina all'Università di Siena. Dopo tante e varie vicissitudini ed esperienze, deluso anche dalle vicende politiche italiane, si trasferisce per un periodo a Cuba, per poi tornare e collaborare con La Nazione di Siena come giornalista sportivo. Scrive, dopo un po', per il mensile senese Mesesport, con cui pubblica il progetto Parco Ciclistico del Chianti. Siamo ormai nel bel mezzo degli anno '90: leggiamo nella sua biografia che 'Nacque nel Luglio ’95 la “Gino Bartali”, una di quelle Gran Fondo che si avviavano a prefigurare il futuro dell’amatorialità ciclistica. La organizzai, davvero con pochi altri e più o meno precettati, con partenza ed arrivo, ovvio, a Gaiole in Chianti, ombelico del mio mondo. L’intenzione era promuovere il Chianti come zona di assoluto pregio ciclistico ed indicare una via di sviluppo che lo sottraesse al solito incedere di brutta periferia del mondo, fatta di asfalto, capannoni, rotonde, guardarail ecc.".
Giancarlo Brocci con Luciano Berruti
Qui ha luogo la grande svolta: nel '97 vede la luce L'Eroicaconcepita inizialmente come gadget dell’altra Gran Fondo, per proporre ciclismo d’epoca e salvaguardare le ultime strade bianche. Intanto, nel 2000 esce un suo libro su Gino Bartali, Bartali il Mito Oscurato (Protagon Editori Toscani), i cui lavori di ricerca, iniziati dalla fine ’95 lo avrebbero guidato all’idea de L’Eroica, che oggi, a distanza di vent'anni, è ormai un mito della rievocazione e riproposizione dei valori del ciclismo storico e d'epoca, fino a farne un tutt'uno con l'iconografia del periodo di riferimento.
"Perdente perché ho perso tutto, sempre, in qualsiasi momento ci sia stato bisogno di confrontarsi con chicchessia, perché ho toccato con mano quanta brutta gente si è schierata con te q.b., quanto gli è bastato a suo uso (...). Ma quando il gioco è truccato, quelli giusti sono i perdenti".

E' anche e soprattutto grazie a lui che nella giuria de Il Bicicletterario è presente Alessio Berti, una delle icone delle ciclostoriche, e che il nostro Premio è entrato in contatto con un mondo dai confini vastissimi, che, a partire da L'Eroica, è cresciuto esponenzialmente, raggiungendo una immensa notorietà e guadagnandosi un amore incondizionato da parte di migliaia e migliaia di partecipanti e appassionati, con tutto l'indotto umano che ne consegue: Gaiole in Chianti, che ospita la primogenita de L'Eroica nella prima domenica di ogni mese di ottobre, viene letteralmente invasa da fiumi di persone che gravitano intorno alla passione per la bicicletta e per il ciclismo vintage.

Forse Giancarlo Brocci ha colto un'affinità di intenti tra quel mondo e le nostre 'parole in bicicletta', una condivisione di passioni ed emozioni. E potremmo trovarne il motivo nelle parole che dedica alla IV edizione de Il Bicicletterario, riporate qui per tutti voi: parole che sono già letteratura, alla maniera dei grandi di un tempo che cantarono le gesta eroiche dei pionieri del ciclismo...

Giancarlo Brocci in una foto di Guido Rubino - Cyclinside.it
Non ne ho conosciuti molti che amano la bici in ogni sua forma.In genere, anche tra i pedalatori, ci sono puzzette al naso diffuse, in parecchi a pensare di possedere, nel loro orto, quarti di nobiltà superiori per cultura o per garretti.Io ritengo di essere stato capace di voler bene al ciclismo e alla bici, qualcuno dice perché non sono stato mai capace di andar forte.Certo, L'Eroica nasce da una mia passione soprattutto letteraria per l'epopea dei campioni del Novecento; le loro gesta furono cantate dai migliori scrittori, non solo dai giornalisti di settore allo scopo preposti.E fu un romanzo popolare; spesso delle tappe di Giro e, soprattutto, Tour si conoscevano giusto alcuni traguardi intermedi, un passaggio al GPM e il resto era racconto condito di fantasia, talora di tifo. Ma sono state scritte pagine splendide, generazioni intere si sono innamorate di campioni di cui si intravedeva appena un passaggio tra la polvere: facce annerite, nessuna notizia, immagini che cominciarono ad arrivare col contagocce nei cinegiornali, radiocronache che iniziavano più o meno quando l'esito della tenzone era già definito.Oggi, quando il ciclismo maggiore è compresso fra i dettami del rapporto peso-potenza, dalle programmazioni al computer e da dirette tv che partono prima ancora dei ciclisti, è meravigliosamente rinata la voglia di raccontare la bici, di scriverne, di far di poesia sul frusciare lento fra strade più periferiche possibile.La bici allarga l'anima, come la mente e gli orizzonti. E la nostra idea semplice ed eroica di riscoprire quel ciclismo com'era fatto - di passioni autentiche, di fatica vera, di sogno, di amicizie, di sorriso - ha reso orgoglio al lento scorrere di una catena e al periodico cadere di una goccia di sudore sulla canna. E, perché no, alla voglia, sanissima, di scriverne.





Nel ringraziarlo, vi proponiamo il 'benvenuto' di Brocci così come appare sul sito ufficiale de L'Eroica, nel quale ora riconoscerete il suo stile, modulato su un'eleganza senza tempo, animato da una profonda e imperitura passione:

"Benvenuta tutta questa rara umanità, gente speciale, che ama L'Eroica così come l'amiamo noi che la organizziamo da sempre e che abbiamo saputo trasmettere ad ognuno dei nuovi la percezione del valore dei sentimenti e delle passioni, senza i quali, appunto, non sarebbe Eroica.Benvenuti ai volontari tutti, gaiolesi stanziali o di passo, senza i quali non sarebbe festa; e di certo non sarebbe così bella."

E' sorprendente quanto questa sua accoglienza somigli ai pensieri di noi organizzatori de Il Bicicletterario, nel momento in cui vorremmo, con un abbraccio pedalante, salutare tutti i protagonisti di sempre (dai partecipanti ai giurati, ai supporters, ai simpatizzanti) della nostra comune avventura...

Per saperne di più...
Qui, il sito ufficiale di Giancarlo Brocci
Qui, un'intervista a Giancarlo Brocci.
Qui, una serie di articoli riguardanti L'Eroica su Ladradibiciclette.it, bikeblog di Mariateresa Montaruli, membro della nostra Giuria.
Qui un articolo de Il Post su L'Eroica














IL BICICLETTERARIO - IV EDIZIONE

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